STUDIO CLINICO SULL’USO DI CEROTTI E GEL A BASE DI FOSFATIDILCOLINA

Prof. Tommaso Addonisio

Medico Chirurgo Dermatologo, Medico Estetico

Presidente S.I.M.B.E.N (Società Italiana Medicina del Benessere®) e direttore scientifico della rivista “Benessere & Salute”

Professore di “Laser chirurgia dermatologica” e di “Trattamento della cute senescente” Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi L’Aquila

Professore nel Master di Medicina Estetica Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

Master di Medicina del Benessere Università degli Studi di Napoli “Federico II”

www.simben.it

 

 

NOVITA’ SULLA FOSFATIDILCOLINA NELLA CURA DELLA CELLULITE

Il termine “ cellulite” solitamente utilizzato per indicare un aumento volumetrico di varie regioni del distretto corporeo (più comunemente la faccia supero-esterna della coscia), costituisce una terminologia erroneamente utilizzata per indicare un complesso di alterazioni quali:

la panniculopatia edematofibrosclerotica, l’eccesso di adiposità localizzata, l’accentuazione dell’habitus ginoide.

 

PATOGENESI

 

La patogenesi della PEFS può essere suddivisa in fasi temporali o stadi:

 

I Stadio:  stadio dell’edema. L’alterata permeabilità dei capillari provoca la fuoriuscita di plasma, con ristagno e accumulo nell’ interstizio degli  adipociti e conseguente edema.

 

II Stadio: stadio dell’ipertrofia delle fibre reticolari. E’ caratterizzata da un sovvertimento della trama lobulare adipocitaria determinato dall’edema persistente.

 

III Stadio: caratterizzato dalla formazione di micronoduli. Le fibre reticolari ipertrofiche inglobano gli adipociti creando dei noduli fibrosi con grande sovvertimento della trama lobulare adipocitaria.

 

IV Stadio: caratterizzato dalla formazione di macronoduli. E’ caratterizzata dalla comparsa dimacronoduli, determinatidalla presenza di fibre reticolari ipertrofiche che inglobano gli adipociti. Inoltre si può notare la comparsa di una liposclerosi diffusa con sclerosi dermica, introflessione e atrofia cutanea.

Tutte queste alterazioni determinano la presenza di una cute cosiddetta “ a buccia d’arancia”.

 

I principali fattori predisponenti la PEFS sono: obesità, vita sedentaria, scarsa componente corporea muscolare, gravidanza, terapia farmacologiche (calcioantagonisti, vasodilatatori periferici,anticoncezionali),ereditarietà.

La vita sedentaria costituisce un fattore predisponente l’insorgenza della PEFS perché si crea uno squilibrio tra le forze che sospingono il sangue venoso dalle periferia al centro, con conseguente stasi venolinfatica a livello degli arti inferiori.

Inoltre gli estrogeni,  mediante l’aumento della permeabilità capillare, determinano un incremento della ritenzione idrica e quindi un aumento dell’entità del ritorno venoso. La valutazione clinica si serve dell’esame obiettivo dei tessuti, dove verranno indagati  alcuni importanti segni morfologici quali: il colore, l’aspetto della cute, la sua elasticità e pastosità, la sollevabilità in pliche, la presenza di teleangiectasie e di noduli più o meno dolenti.

La dolenzia evocabile al momento della pressione digitale, costituisce il segno della stasi venosa, mentre la dolorabilità evocabile al momento del pinzettamento dei tessuti determinata dalla compressione delle terminazioni nervose determinata dall’edema.

Non dobbiamo trascurare l’importante ruolo svolto da un alterato assetto posturale nella patogenesi della PEFS. Fondamentale è lo studio infatti dell’appoggio plantare, che se non corretto determina, durante la deambulazione, una alterata pressione  sulla suola venosa plantare della spinta ematica, provocando pertanto una insufficiente spremitura e ristagno di sangue a livello degli arti inferiori. Questo fattore costituisce il primum movens di una alterazione della circolazione veno-linfatica, con conseguente inizio della comparsa della PEFS.

Utilizzata dal 1965 per via endovenosa per il trattamento di patologie del fegato.

 

 

STORIA APPLICATIVA DELLA FOSFATIDILCOLINA

 

Per anni la fosfatidilcolina è stata usata come farmaco per combattere le ipercolesterolemie e le iperlipidemie, mentre il suo uso come tecnica lipolitica è stata introdotto nella    pratica  clinica  nel 1995  dal Dr. Rittes, Dermatologo brasiliano.

La Fosfatidilcolina è un costituente delle membrane cellulari dove svolge sia un ruolo strutturale che funzionale, ma il suo ruolo maggiore è quello di rendere integra la membrana cellulare ed  essendo una sostanza naturale, derivata dalla  lecitina  di soia, svolge un’ azione emulsionante.

 

 

TECNICHE DI SOMMINISTRAZIONE

 

Se iniettata nel tessuto adiposo, è in grado di solubilizzare i grassi riducendo il volume degli adipociti, in questa modalità la FdC viene iniettata direttamente nelle zone di accumulo adiposo con dei sottilissimi aghi introdotti per una profondità di circa 1 cm.

La zona da trattare va circoscritta e  disegnata  e  l’ infiltrazione  deve procedere in modo da diffondere la  sostanza  con  una  distribuzione omogenea.

Nonostante la sua efficacia, questa metodica ha riscontrato diversi inconvenienti quali,  reazioni infiammatorie associate a necrosi, atrofie , formazioni di microcisti e dolorabilità alla palpazione dopo l’infiltrazione che dura in fase acuta anche 7/10 gg.

Le infiltrazioni di fosfatidilcolina non comportano alcun problema sullo stato di salute del paziente, ma per ovviare ai suddetti  effetti indesiderati, sono oggi in commercio prodotti innovativi come i patchs ( cerotti monouso a base di fosfatidilcolina ) o gel con alte percentuali della stessa.

I principi attivi vengono rilasciati in modo costante e graduale. Le zone elettive di applicazione della metodica sono l’addome, i fianchi, le coulotte de cheval, le braccia, l’interno cosce e le ginocchia.

E’ sconsigliata la zona del viso per la presenza di molte strutture nobili.

 

 

E’ stato condotto dal Prof. TOMMASO ADDONISIO  (Presidente della Società Italiana di Medicina del Benessere) uno studio sull’efficacia di patch e gel a base di Fosfatidilcolina allo scopo di valutare la riduzione in centimetri dei distretti corporei colpiti da pannicolopatia edemato fibro sclerotica e/o adiposità localizzata. Dopo un’attenta anamnesi in cui si è potuta valutare l’assenza di patologie in atto e la perfetta tollerabilità cutanea dei cerotti e del gel in ogni singolo soggetto esaminato, si è dato inizio al lavoro.

Sono stati inclusi nello studio 20 soggetti di sesso femminile di età compresa tra i 25 e i 50 anni con diversi stadi di cellulite ai quali sono state successivamente rilevate le circonferenze in cm di coscia,addome, fianchi e la misurazione delle pliche nella zona sovrailiaca. Ogni singolo individuo ha applicato a domicilio ed a giorni alterni i cerotti nelle zone da trattare per 6/8 ore (preferibilmente la sera prima di coricarsi) ed il gel nei giorni nei quali non venivano applicati i cerotti.

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

Si può notare una notevole riduzione della circonferenza delle cosce e dei fianchi variabile fra i 2 ed i 4,5 cm ed una riduzione fra i 3 ed i 5 cm  alla plicometria nella zona sovrailiaca .

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ stata rilevata una ulteriore riduzione variabile fra 1 e 3 cm dellacirconferenza cosce e fianchi ed una variabilità fra i 2 e i 3 cm allaplicometria nella zona sovrailiaca

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il terzo ed ultimo controllo effettuato a distanza di 3 mesi dalla prima applicazione ha rilevato una ulteriore riduzione variabile fra 1 e 1,5 cm della circonferenza cosce e fianchi ed una variabilità fra i 0,5 e i 1 cm alla plicometria nella zona sovrailiaca.

  

                          PRIMA                                                  DOPO

 

                  

 

 

                                    

 

           PRIMA                                                     DOPO

 

                 

 

 

 

 

                                          

 

Per concludere possiamo affermare che sulla base dei controlli medici operati dalla nostra equipe dopo 1 e 2 mesi di trattamento, i cerotti hanno dimostrato indubbia efficacia nel trattamento domiciliare di cellulite ed adiposità localizzata, nonché apprezzabilità, gradevolezza e praticità a livello applicativo.

 


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